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Teatro della Concordia

25 anni di attività storie sopra e fuori dal palco evoluzioni, sacrifici e difficoltà ...EMOZIONI!

EMOZIONI, CULTURA E BENESSERE:
25 ANNI DI #TEATROPICCOLO 
A MONTE CASTELLO DI VIBIO.

 

Un progetto realizzato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e del Comune di Monte Castello di Vibio, con il partenariato della Regione dell’Umbria, dell’Unitre di Monte Castello di Vibio e del Cesvol Perugia, con il patrocinio dell’Associazione per l’Economia della Cultura.

25 anni: emozioni cultura e benessere

Nota del presidente

 Monte Castello di Vibio, marzo 2019   Ecco! Una méta di approdo che non mi sarei aspettato di traghettare, ancora qui con l’impegno civico, l’amore

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Le emozioni sono il segnale che c’è stato un cambiamento nella percezione del nostro mondo interiore o esteriore.
Possono essere attivate da eventi interni ed esterni.

L’arte è un mezzo potente di emersione di contenuti, di raccordo col personale universo interiore.

Progetto

Acquisisce un valore legato alla propria identità, alla memoria storica personale che si assimila a quella di un luogo o di un’opera.

I luoghi della cultura hanno come finalità non soltanto la capacità di conservare, ma anche quella di comunicare e diffondere la cultura.

Il termine edutainment, come crasi fra education (= apprendimento) ed entertainment (= carattere di intrattenimento ludico), è stato usato per la prima volta poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale dalla Walt Disney Productions, per una serie di mini documentari sulla natura, degni di svariate statuette Oscar.

Gli strumenti digitali, tanto quanto la mediazione artistica, consentono la co-creazione condivisa di nuovi modelli di fruizione dell’esperienza culturale, che si avvale in tal modo di contenuti aggiuntivi prodotti durante l’esperienza stessa ed in questa integrati.

Le arti creano coesione e benessere, riducendo il costo dei servizi medici, come ne dà evidenza anche la Rivista trimestrale 2/2017 dell’Associazione per l’Economia della Cultura, delucidando come “l’arte sia un luogo sia materiale che simbolico di condivisione, quando si presenta con processi di ricerca, espressione e comunicazione capaci di attivare risorse fisiche, intellettuali, emotive e sensoriali utili per materializzare in forma estetica il mondo interiore e le esperienze del soggetto creatore quanto del fruitore”.
Specificamente la teoria narrativa suggerisce che nel momento in cui ciascuno di noi racconta le proprie storie, evocate dalla lettura di un brano, dalla visione di un oggetto, dall’ascolto di altre storie, allora crea e ricrea se stesso in base all’esigenza personale che in quel presente è più in figura rispetto alle altre esigenze, e di cui razionalmente poteva non essere consapevole (un conflitto relazionale, una difficoltà di comunicazione o di scelta).
In questo modo l’approccio di counseling diventa breve e focalizzato sulla soluzione.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia pubblica il Bando di erogazione n. 3 del 2018 nel settore Arte, Attività e Beni Culturali, in linea con gli indirizzi strategici e gli obiettivi specifici dei settori di intervento indicati nel Documento Programmatico Triennale 2017-2019 approvato dagli organi statutari. La finalità del presente Bando è pertanto quella di promuovere gli eventi culturali di carattere innovativo per contenuto, metodo o territorio, con particolare attenzione alle attività che prevedano il partenariato tra diverse tipologie di enti e la partecipazione attiva del territorio. In questo ambito si è iscritta la proposta della nostra Associazione di Promozione Sociale “Società del Teatro della Concordia”, per promuovere eventi culturali di carattere innovativo legati alla fruizione del bene del patrimonio artistico e culturale italiano Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio, con la finalità di coinvolgere emotivamente diverse fasce di utenza (audience engagement) e di renderle partecipi nei processi decisionali di co-creazione e capacity building, inteso come sviluppo di competenze della comunità.

Si svolge da agosto 2018 alla prima settimana di aprile, con termine il 31 marzo 2019.

Il progetto si sviluppa attraverso alcuni punti focali:

Laboratori di narrazione autobiografica, da svolgersi in gruppo, riservati sia agli utenti visitatori regionali ed extra-regionali che, in orari dedicati, ai partecipanti dell’Unitre di Monte Castello di Vibio per sostenere l’invecchiamento attivo ed il supporto al tono dell’umore, in ottica di healthy ageing, i cui risultati sono stati oggetto della conferenza dell’Aja 2015 Long Live Arts. In ottica di invecchiamento attivo si sta già adoperando la Regione Umbria con il progetto “Muse per Esculapio” inserito nel Piano regionale di Prevenzione 2014-2018.

Vedi l’articolo sul laboratorio di counseling digitale a mediazione narrativa

Vedi l’articolo sui laboratori di counseling condotti all’interno del Teatro della Concordia

 

 

Visite emozionali della struttura teatrale, volte a coinvolgere il visitatore in un tour interno guidato e focalizzato su aspetti architettonici e narrativi (storytelling partecipato). 
Il visitatore dei Beni culturali è al centro dell’attenzione per innalzare l’esperienza della visita, incrementare e rendere più piacevole e stimolante l’approccio al patrimonio, inteso quale patrimonio da condividere. 

L’esperienza fin qui acquisita è testimoniata anche dalle recensioni di TripAdvisor, che dal 2013 al 2017, per 5 anni consecutivi, ha attribuito il Certificato di Eccellenza al Teatro della Concordia per l’ottimo lavoro svolto nella conservazione e fruizione della location culturale.

Formazione del Team Accoglienza su tematiche inerenti l’ascolto attivo, la comunicazione assertiva e la gestione del conflitto col metodo senza perdenti di Gordon, per potenziare il benessere relazionale interno al gruppo e con i visitatori che, come recita la mission del Teatro della Concordia, sono “ospiti da accogliere”.

Evento conclusivo incentrato sul rapporto fra emozione, cultura e benessere.

Pubblicazione del libro: “Co-creare la cultura: Storytelling sul Teatro più Piccolo del Mondo”, edito da Cesvol Perugia Editore.
Vedi  qui

 

 

 

 

L’annullo postale, commemorativo dei 25 anni di attività associativa, sarà emesso in occasione della settimana celebrativa finale e riprodurrà con scritte/immagini il tema della manifestazione.

Le attività promozionali del benessere avranno a corredo azioni di comunicazione integrata ed azioni di pianificazione strategica, monitoraggio e valutazione, allo scopo di raccogliere evidenze qualitative e quantitative sul raggiungimento degli obiettivi e sul conseguimento dei risultati.

In una logica di sviluppo del territorio, per il quale l”attrattore Teatro della Concordia ha determinato un indotto economico del 60% sui servizi offerti, questo bene del patrimonio artistico e culturale italiano diventa un fattore di produzione economica e di miglioramento delle competenze dei suoi fruitori. 
Questo avviene mediante un legame di partecipazione alle vicende storiche ed attuali caratterizzanti il bene culturale stesso, sia da parte della guida che si occupa del servizio accoglienza per le visite, sia da parte dei visitatori, che arrivano qui da ogni parte del mondo, usufruendo dei servizi ricettivi e ristorativi del territorio, e lasciano la propria impressione emotiva a caldo, la condividono con amici e parenti mediante il passaparola ed all”ecosistema mediatico attraverso le recensioni TripAdvisor, Google e Facebook.
Sulle tre piattaforme il gradimento è sempre stato eccellente, al punto che in questo 2018 TripAdvisor ha premiato Il Teatro della Concordia per gli ultimi 5 anni di Certificazioni di Eccellenza, con il riconoscimento simbolico “The Hall of Fame”.
Quando la partecipazione diviene anche co-creazione di contenuti, come è stata l”esperienza dello storytelling digitale condotto da Serena Brenci Pallotta nel blog del Teatro della Concordia e via Twitter , e diventata oggi un libro che compendia tutti i contributi raccolti, allora il fruitore si sente al centro del processo creativo e l”arte diventa occasione per pensarsi e per comunicare ai suoi pari la propria emotività.
Il valore assoluto che la cultura può rappresentare per tutti risiede proprio in questa bilocazione cognitiva che si attiva nel processo creativo e narrativo in rapporto allo stesso bene culturale: ovvero il decentramento delle prospettive di analisi assunte dalla persona, quando lo stimolo artistico la pone in relazione con la propria interiorità e poi quando, in un tempo immediatamente successivo, questo stimolo diventa fonte di attività creata in un lavoro di gruppo partecipato.
Questo è stato il focus del lavoro condotto nei canali digitali con le 22 storie del Teatro della Concordia, attorno alle quali sono state raccolte le sensazioni degli utenti Twitter richiamati all”azione, attraverso le 28 parole chiave di ogni storia
Il numero dei follower dell”account @SmallestTheater ha visto 182 seguaci in più da marzo ad agosto 2014, nell”arco di questa esperienza di creazione partecipata di contenuti.
La mediazione narrativa è quella che più di tutte consente questa dimensione di bilocazione cognitiva del pensarsi e rivedersi come spettatore, ed applicata alla valorizzazione culturale permette di inserire l”atto del rivedersi come spettatore in un contesto gruppale e di comunità, stimolando il confronto costruttivo con gli altri, l”empatia e l”accrescimento della consapevolezza delle proprie risorse, quando il processo è ben canalizzato a tale scopo.
Come counselor professionista ad approccio gestaltico integrato Serena Brenci Pallotta ha unito le caratteristiche del processo che si sviluppa in gruppo per far emergere gli stimoli forniti dalla mediazione espressiva con le competenze digitali acquisite come consulente di marketing digitale e con l”esperienza degli ultimi 15 anni nella valorizzazione del bene del patrimonio culturale Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio.
Il prodotto finale è uno degli aspetti centrali di una progettualità in corso d”opera, che vede i laboratori di counseling a mediazione narrativa come lo strumento per avvicinare le persone che ne prendono parte alle proprie emozioni.
L”attività di gruppo che ha aperto questo ciclo laboratoriale ha utilizzato come materiale di analisi proprio le storie del libro Co-creare la cultura: Storytelling sul Teatro più Piccolo del Mondo, edito dal Cesvol Perugia Editore, riproducendo con un lavoro a coppie ed in gruppo il meccanismo di co-creazione che nel 2014 aveva animato gli utenti Twitter.
L”intensa progettualità in fase di svolgimento contempla anche la valorizzazione delle visite emozionali, che vengono svolte in modo profondamente empatico e coinvolgente dal team dell”Accoglienza da venticinque anni e che, proprio in questi ultimi anni, si sono arricchite della degustazione musicale e di sempre più segni tangibili degli aneddoti raccontati.

Anche in questo caso il racconto è la chiave di accesso alle emozioni, ed il bene culturale la fonte di stimolo.

Senza la bellezza di questo Teatro di architettura settecentesca e completo di tutti gli elementi strutturali e funzionali del Teatro all”italiana (tanto da essere riconosciuto come “il più piccolo al mondo” di questa tipologia), non ci sarebbe armonia delle forme: l”occhio e l”orecchio umano non riconoscerebbero la simmetria della doppia ansata poligonale dei palchetti e la perfezione della pianta a ferro di cavallo, né i colori vividi del plafone e del foyer affrescati da un quindicenne, o l”acustica così autentica grazie alla compagine dei palchi esclusivamente in legno quercino.
“La bellezza ci salverà” se possiamo educarci alla bellezza, se può essere veicolata mediante un percorso strutturato e partecipato.
Questa cognizione, che lega la fruizione culturale consapevole al benessere, è frutto anche di un recentissimo studio richiesto dalla Commissione Cultura del Parlamento europeo ed effettuato dal Dipartimento per le politiche strutturali e di coesione del PE.
Lo studio evidenzia il ruolo dei beni culturali non solo come patrimonio materiale da conservare, ma soprattutto come fattore di sviluppo del territorio e di inclusione e coesione sociale a livello di identità condivisa ed integrazione.
Inoltre, per citare testualmente una specifica di questo studio “cultural heritage and historic quarters of cities can improve liveability, resilience and sustainability of both older and new urban areas”*.

*Il patrimonio culturale ed i quartieri storici delle città possono migliorare la vivibilità, la resilienza e la sostenibilità sia di aree urbane più antiche che nuove”, traduzione da Research for CULT Committee – Best practices in sustainable management and safeguarding of cultural heritage in the EU – PE 601.988 – November 2018.

30 marzo 2019: il convegno

In occasione del convegno finale verranno divulgate le evidenze emerse da questa esperienza progettuale, con il focus sul valore della fruizione partecipata del bene culturale per lo sviluppo del benessere e della coesione sociale, come anche la Commissione Cultura del Parlamento europeo ne sostiene il valore centrale in uno studio del novembre 2018 effettuato dal Dipartimento per le politiche strutturali e di coesione del PE (Best practices in sustainable management and safeguarding of cultural heritage in the EU – PE 601.988 – November 2018).

Il filo conduttore è stato quello di coinvolgere emotivamente diverse fasce di utenza (audience engagement) e di renderle partecipi nei processi decisionali di co-creazione e capacity building, inteso come sviluppo di competenze della comunità.
Le arti creano coesione e benessere, riducendo il costo dei servizi medici, come ne dà evidenza anche la Rivista trimestrale 2/2017 dell’Associazione per l’Economia della Cultura, delucidando come “l’arte sia un luogo sia materiale che simbolico di condivisione, quando si presenta con processi di ricerca, espressione e comunicazione capaci di attivare risorse fisiche, intellettuali, emotive e sensoriali utili per materializzare in forma estetica il mondo interiore e le esperienze del soggetto creatore quanto del fruitore”.

Al dibattito scientifico sui temi oggetto di analisi parteciperà Annalisa Cicerchia, economista della cultura e docente di Management delle imprese creative, Facoltà di Economia, Università di Roma Tor Vergata; Francesco Mannino, Presidente di Officine Culturali; Serena Brenci Pallotta, counselor professionista e ideatrice della tematica Emozioni-Cultura-Benessere per il Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio.

 31 marzo 2019: Teatro della Concordia a Porte Aperte
_Visite gratuite nel teatro più piccolo del mondo _

Il 31 marzo sarà la giornata conclusiva delle celebrazioni del Venticinquennale con le visite emozionali gratuite a Porte Aperte alla popolazione, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 17.30.

Il visitatore si trova al centro di una visita immersiva: fulcro dell’attenzione per massimizzare l’esperienza della visita e rendere più piacevole e stimolante l’approccio al patrimonio culturale, come momento di condivisione.

Cosa offre il teatro più piccolo del mondoVisite guidate a cura del servizio Accoglienza della Società del Teatro della Concordia, con personale competete che vi introdurrà nel teatro in miniatura raccontandone le vicende, gli eventi e le curiosità che ne hanno segnato la storia. 


Ecco! Una méta di approdo che non mi sarei aspettato di traghettare, ancora qui con l’impegno civico, l’amore e la passione mia e dei soci, sostenuti dall’ammirazione dei migliaia di Amici del teatro più piccolo del mondo!

Abbiamo lavorato incessantemente per accrescere il valore della cultura con la condivisione dei visitatori, la comunicazione web, incrementando l’indotto turistico che beni artistico culturali come il Teatro della Concordia incentivano, con l’ulteriore funzione di poter valorizzare “la Cultura per la Cultura” come fine in sé, rendendola partecipata.

Ecco che il turismo culturale, molto di più rispetto ad altre forme di turismo, ha la caratteristica di muovere gente attorno a territori piuttosto vasti e per tutto l’arco dell’anno.  I processi d’innovazione culturale che abbiamo strutturato considerano la cultura come:

  • fattore di civilizzazione ed elevazione morale e spirituale dei cittadini, il turista avventore cerca i “luoghi dell’anima” come una fede imprescindibile nella sua identità umana;
  • veicolo per l’educazione dei cittadini.
  • strumento d’intervento per raggiungere obiettivi in vari ambiti di politiche pubbliche (da quelle giovanili agli interventi di design urbano).
  • fattore identitario, utilizzato sia per scopi di nation-building, sia per rafforzare “l’orgoglio civico” a livello regionale e locale.

Alla luce della venticinquennale esperienza nella gestione di uno dei più peculiari Beni Culturali italiani esprimo – doverosamente nel rispetto dei beni culturali – alcune  considerazioni ad avvalorare l’efficacia economica che ne scaturisce :

“Con il recupero del teatro storico progettato sul modello settecentesco con la sua forma tipica a “campana”, Monte Castello di Vibio, uno dei Borghi più belli d’Italia, arricchisce positivamente il valore esperienziale del turista della Media Valle del Tevere e contribuisce all’incremento economico territoriale soprattutto grazie all’attrattiva del suo Teatro della Concordia, che per le sue pregevoli caratteristiche architettoniche è fruibile per le visite e come location atipica per eventi e matrimoni civili.
L’impatto positivo per l’indotto fa registrare un apporto economico del 60% sui servizi offerti. È un aspetto innovativo che si sta diffondendo in quest’epoca digitale di regressione economica e che può dare nuovo slancio e vitalità a quelle nicchie di sapere che operose e instancabili non profit come la nostra Società del Teatro della Concordia tengono a valorizzare al meglio. L’aver fortemente perseguito e sviluppato i processi offerti dal web ha consentito la fruizione prima di un numero sempre più incrementale di visitatori-virtuali che poi si è riversata nell’aspetto reale di conoscenza sul posto del Teatro di visitatori-reali (singoli o gruppi organizzati), interessati ad apprezzarne le sue peculiarità storico-artistiche e sociali da ogni parte del mondo.

Fra i più emozionalmente legati ricordiamo giovani artisti internazionali che si scoprono via via fieri di poter essere ambasciatori di questa chicca nel cuore d’Italia e turisti giapponesi che hanno gemellato i loro più bei luoghi coi nostri Borghi più belli d’Italia ed in questo virtuoso circuito apprezzano notevolmente Monte Castello di Vibio e il Suo Teatro più piccolo e completo esistente.

Con ciò la nostra associazione si prefigge ancora:

  • un accrescimento operativo che permetterà una visibilità delle offerte socio-culturali rendendole adeguate e competitive;
  • un incremento della consapevolezza dei soci nell’assumere un pieno controllo delle azioni e delle risposte alle richieste del “mercato” della cultura, con un miglioramento verso l’esterno dell’immagine operativa della Società del Teatro della Concordia, che offre attenzioni e garanzia di affiliazione, qualità molto richieste dai fruitori del turismo culturale.

E’ opportuno comunque considerare che la struttura organizzativa per la gestione del Teatro della Concordia è complessa e richiede attenzione costante sotto l’aspetto funzionale della sicurezza e per l’aspetto relazionale e di accoglienza.
Il “teatro storico” produce cultura, sviluppa il turismo, crea una stagione teatrale; è una location atipica per “un momento importante”, cura i rapporti con quei visitatori che una volta affiliati desiderano mantenere un vitale contatto con noi.

Tutto questo ha bisogno di un’attenzione continua con impegni inderogabili e di responsabilità, anche nel rispetto di leggi e normative, che vanno ben oltre la disponibilità del volontariato.

Il nostro impegno in questo nobile senso civico ci impone di continuare ad adoperarci e comunque di non trascurare che vanno fatte considerazioni affinché  la macchina gestionale sia adeguata alle potenzialità delle risorse in campo; onde evitare che se il sistema organizzativo diventa complesso può produrre criticità a rischio di ingovernabilità.

A noi e alle Istituzioni che oggi apprezzano e condividono il valore del Teatro della Concordia si chiede di adoperarsi per consolidare e dare assetto ad una gestione  che mossa dalla passione e dall’entusiasmo non corra il rischio, se questo viene meno, di portarci ad un crollo improvviso e difficilmente recuperabile.

Il Teatro della Concordia  rappresenta un volano per l’economia turistica e culturale.

Queste attività producono valore per Monte Castello di Vibio:

  • sia per la crescita turistica e culturale del territorio;
  • sia in termine di valorizzazione d’aggregazione alla vita sociale.

I soci collaboratori direttamente interessati a dare la loro opera di volontariato dimostrano di essere fortemente motivati nella loro partecipazione attiva; essi si adoperano per il proselitismo della vita associativa con spirito costruttivo e propositivo.

E’ il caso di sottolineare che qui in Associazione si crea per i giovani soci una scuola esperienziale di organizzazione e di rispetto per i valori patrimoniali di una collettività, perché questi vivano e si mantengano per le future generazioni.

Edoardo Brenci 
Presidente della Società del Teatro della Concordia

 

A cura di Annalisa Cicerchia, economista della cultura

Il senso del progetto Emozioni, cultura, benessere.  Il progetto è il regalo che la Società del Teatro della Concordia si è concesso per celebrare i suoi 25 di attività. Dopo 42 anni di fermo e con il rischio di distruzione di uno dei teatri storici più piccoli d’Italia – unica testimonianza architettonica del teatro settecentesco all’italiana di stile goldoniano, inaugurato nel 1808 -, dal 1993, la visita del teatro è stata garantita ininterrottamente da una generazione di ragazzi all’altra, locali e non, tutti accomunati dalla passione per il volontariato culturale e la bellezza artistica. Per comprendere il senso del progetto, è necessario adottare una immagine in movimento, quella di uno scambio continuo fra la piccola dimensione con quella più vasta della comunità, che dal presente conduce nel passato e immerge in una bellezza fuori dall’ordinario. Per questo, la valutazione del progetto non può non tenere conto del continuum di azioni e di significati generati e condivisi in cui esso si colloca. L’immagine, restituita da molte persone coinvolte e intervistate, dello scrigno di preziosi, custodito con grande cura, ma senza gelosia, dischiuso da chi lo sa maneggiare e offerto con generosità a chi lo desidera, è probabilmente la più adeguata a rappresentare quello che è successo.

La mediazione culturale. Il processo di valorizzazione, nella sua essenza, consiste nel rendere evidente il beneficio che una esperienza ha il potere di conferire a chi la fa, un luogo a chi ci sta, un oggetto a chi ne fa uso. Per il patrimonio culturale, soprattutto in Italia, questo disvelamento richiede un lavoro sistematico, competente, approfondito. L’esito non è scontato. La valorizzazione richiede un rovesciamento di prospettiva, che non è sempre facile trovare presso gli addetti ai lavori. Occorre infatti mettere il pubblico – oltre al bene – al centro della dinamica e creare connessioni fra i poteri di quel bene e i bisogni, anche non avvertiti, inconsapevoli, inespressi, di quelle persone. Si può perfino saltare la fase di alfabetizzazione o iniziazione del pubblico alle caratteristiche tecniche (storiche, estetiche, strutturali…) del bene culturale, se si è capaci di creare connessioni dirette tra quel posto o quell’oggetto e la loro vita. Questa operazione bella, complessa e faticosa ha un importante componente di mediazione culturale. Leggendo le parole dei partecipanti alle visite o ai laboratori – si trovano, riportate testualmente, nelle sezioni che seguono – non c’è alcun dubbio che l’obiettivo ricercato dalla Società del Teatro della Concordia con il progetto Emozioni, cultura, benessere sia stato conseguito tutto.

Luogo, comunità, appartenenza. Tutto il materiale raccolto ci parla di un luogo denso di significato per la sua comunità, che si mobilita con le sue opere per dargli nuova vita e per condividerlo anche con coloro che vengono da fuori. Insieme alla visita, il Teatro offre la possibilità di sperimentare – non di simulare, ma di sperimentare, anche solo per il breve tempo della permanenza –  l’appartenenza, cioè di trarre dal luogo misterioso segreti gioiosi e felici e di accumularli in memorie degne di essere custodite. La risposta dei partecipanti è entusiastica.

Dalle emozioni ai sentimenti: una nozione aperta di benessere. La temperatura emotiva raggiunta nel corso delle iniziative sottoposte a valutazione è stata sempre mantenuta molto alta. Attraverso l’attività dei laboratori e quella di formazione del Team accoglienza, al fluire delle sensazioni si è accompagnato anche un lavoro sistematico di acquisizione di tecniche, di sperimentazione, di counseling e di narrazione autobiografica, che ha permesso di raffinare, stabilizzare e rendere permanenti alcuni importanti aspetti dell’esperienza vissuta dalle persone coinvolte più da vicino. La rilevazione delle diverse espressioni con le quali visitatori, collaboratori, utenti hanno descritto la propria nozione di benessere ha generato oltre 150 contributi, il cui contenuto colpisce per ampiezza e originalità. Di certo, fra i risultati conseguiti dal Progetto, questo merita di essere condiviso e diffuso ovunque si sia interessati a investigare la relazione fra benessere e cultura.

25 sono gli anni in cui la Società del Teatro della Concordia ha operato dalla riapertura del 1993, dopo ben 42 anni di inattività e rischio distruzione della struttura;

25 sono gli anni in cui la visita all’interno del #teatropiccolo è stata tramandata da una generazione di ragazzi all’altra, locali e non, tutti accomunati dalla passione per il volontariato culturale e la voglia di crescere insieme, divulgando il valore inestimabile della bellezza artistica;

25 sono gli anni dei riconoscimenti che ci hanno onorato del duro lavoro nei momenti in cui la cultura non si è ripagata da sola, ma ha comunque continuato ad alimentare la nostra passione: del gemellaggio col Teatro Farnese di Parma, considerato “il più grande del mondo”, nel 1997; dell’onore e della gioia di aver ricevuto un francobollo di Poste Italiane come “bene del patrimonio artistico e culturale italiano” il 7 settembre 2002 ed una targa d’argento con messaggio augurale del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per quella stessa occasione; dei festeggiamenti del Bicentenario dalla fondazione, nel 2008, con l’inaugurazione della sala espositiva dedicata a Nello Latini, mentore del Teatro fin dalla sua giovinezza;

25 sono gli anni delle storie, fuori e sopra il palco: degli spettacoli con lo staff tecnico e di accoglienza sempre in prima linea a presenziare la sicurezza della struttura e ad accompagnare ai posti; degli eventi atipici che caratterizzano ancora oggi questo luogo magico, quali convegni, team building aziendali, matrimoni civili, commemorazioni private e sorprese musicali coordinate preventivamente.

25 sono gli anni pieni delle nostre emozioni e delle Vostre: visitatori, giornalisti, strutture ricettive, agenzie viaggi, redazioni televisive, attori, musicisti…

25 sono gli anni che andiamo a festeggiare con questa progettualità che avrà termine nella primavera del 2019:

 

Un progetto realizzato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e del Comune di Monte Castello di Vibio, con il partenariato della Regione dell’Umbria, dell’Unitre di Monte Castello di Vibio e del Cesvol Perugia, con il patrocinio dell’Associazione per l’Economia della Cultura.