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Petrolini rivive al Teatro della Concordia, prima tappa tra i teatri storici

«Il teatro non come fine ma come mezzo»: il celebre pensiero di Ettore Petrolini ha accompagnato una serata dedicata alla memoria del grande artista, inaugurando un tour che toccherà diversi teatri italiani.

«Un po’ per celia, un po’ per non morir» è una celebre battuta di Ettore Petrolini e il titolo del suo ultimo libro di memorie, pubblicato nel 1936, anno della sua morte. Una frase che racchiude non solo il suo umorismo, ma anche il suo modo di guardare alla vita e al teatro.

Questo spettacolo nasce nel 1998 da un approfondito studio sulla vita e sull’opera di Ettore Petrolini (Roma, 1884–1936). I testi delle macchiette, dei personaggi teatrali e dell’autobiografia sono ripresi e adattati con metodo filologico, per offrire una testimonianza viva e rigorosa del lavoro e della creatività di uno dei più grandi artisti del teatro italiano moderno.

La messinscena è una cavalcata senza soste di circa due ore, attraverso dodici tra i personaggi più rappresentativi di Petrolini, intrecciando testi, canzoni e immagini. Un viaggio nell’uomo e nell’artista, precursore del futurismo e del teatro dell’assurdo, inventore del nonsense e del virtuosismo fonetico, capostipite della comicità moderna.

Un omaggio teatrale che non vuole essere un fine, ma un mezzo: per conoscere, riflettere, emozionarsi e divertirsi, ricreando quel legame profondo tra attore e spettatore che per Petrolini era l’essenza stessa del teatro.