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A cura di Annalisa Cicerchia, economista della cultura

Il senso del progetto Emozioni, cultura, benessereIl progetto è il regalo che la Società del Teatro della Concordia si è concesso per celebrare i suoi 25 di attività. Dopo 42 anni di fermo e con il rischio di distruzione di uno dei teatri storici più piccoli d’Italia – unica testimonianza architettonica del teatro settecentesco all'italiana di stile goldoniano, inaugurato nel 1808 -, dal 1993, la visita del teatro è stata garantita ininterrottamente da una generazione di ragazzi all’altra, locali e non, tutti accomunati dalla passione per il volontariato culturale e la bellezza artistica. Per comprendere il senso del progetto, è necessario adottare una immagine in movimento, quella di uno scambio continuo fra la piccola dimensione con quella più vasta della comunità, che dal presente conduce nel passato e immerge in una bellezza fuori dall’ordinario. Per questo, la valutazione del progetto non può non tenere conto del continuum di azioni e di significati generati e condivisi in cui esso si colloca. L’immagine, restituita da molte persone coinvolte e intervistate, dello scrigno di preziosi, custodito con grande cura, ma senza gelosia, dischiuso da chi lo sa maneggiare e offerto con generosità a chi lo desidera, è probabilmente la più adeguata a rappresentare quello che è successo. 

La mediazione culturale. Il processo di valorizzazione, nella sua essenza, consiste nel rendere evidente il beneficio che una esperienza ha il potere di conferire a chi la fa, un luogo a chi ci sta, un oggetto a chi ne fa uso. Per il patrimonio culturale, soprattutto in Italia, questo disvelamento richiede un lavoro sistematico, competente, approfondito. L’esito non è scontato. La valorizzazione richiede un rovesciamento di prospettiva, che non è sempre facile trovare presso gli addetti ai lavori. Occorre infatti mettere il pubblico – oltre al bene – al centro della dinamica e creare connessioni fra i poteri di quel bene e i bisogni, anche non avvertiti, inconsapevoli, inespressi, di quelle persone. Si può perfino saltare la fase di alfabetizzazione o iniziazione del pubblico alle caratteristiche tecniche (storiche, estetiche, strutturali…) del bene culturale, se si è capaci di creare connessioni dirette tra quel posto o quell’oggetto e la loro vita. Questa operazione bella, complessa e faticosa ha un importante componente di mediazione culturale. Leggendo le parole dei partecipanti alle visite o ai laboratori – si trovano, riportate testualmente, nelle sezioni che seguono – non c’è alcun dubbio che l’obiettivo ricercato dalla Società del Teatro della Concordia con il progetto Emozioni, cultura, benessere sia stato conseguito tutto.

Luogo, comunità, appartenenza. Tutto il materiale raccolto ci parla di un luogo denso di significato per la sua comunità, che si mobilita con le sue opere per dargli nuova vita e per condividerlo anche con coloro che vengono da fuori. Insieme alla visita, il Teatro offre la possibilità di sperimentare – non di simulare, ma di sperimentare, anche solo per il breve tempo della permanenza -  l’appartenenza, cioè di trarre dal luogo misterioso segreti gioiosi e felici e di accumularli in memorie degne di essere custodite. La risposta dei partecipanti è entusiastica.

Dalle emozioni ai sentimenti: una nozione aperta di benessere. La temperatura emotiva raggiunta nel corso delle iniziative sottoposte a valutazione è stata sempre mantenuta molto alta. Attraverso l’attività dei laboratori e quella di formazione del Team accoglienza, al fluire delle sensazioni si è accompagnato anche un lavoro sistematico di acquisizione di tecniche, di sperimentazione, di counseling e di narrazione autobiografica, che ha permesso di raffinare, stabilizzare e rendere permanenti alcuni importanti aspetti dell’esperienza vissuta dalle persone coinvolte più da vicino. La rilevazione delle diverse espressioni con le quali visitatori, collaboratori, utenti hanno descritto la propria nozione di benessere ha generato oltre 150 contributi, il cui contenuto colpisce per ampiezza e originalità. Di certo, fra i risultati conseguiti dal Progetto, questo merita di essere condiviso e diffuso ovunque si sia interessati a investigare la relazione fra benessere e cultura.